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Atto XI

[[Paralipomeni libidici]] Sembra dunque che il serpentello libidico si aggiri liberamente all'interno del nostro organismo andando a mordicchiare velenosamente quei punti periferici del corpo più adatti alla sua manifestazione. La scelta degli organi da parte del nostro serpentello è determinata dalla loro erogeneità specifica che ha attratto su di se la pulsione sessuale originariamente distolta dal genitale. Sarebbe interessante capire perchè venga scelto un determinato organo o, ancor meglio, una determinata struttura funzionale di organi piuttosto che un'altra. A questo proposito si potrebbe presumere che a un certo punto della vita del tourettico un organo abbia subito qualche evento particolare che lo ha predisposto a diventare una zona erogena per il successivo investimento libidico, un bersaglio funzionale alla scarica ticcosa. E' evidente poi che tali organi si prestano perfettamente alla rappresentazione pantomimica di complesse masturbazioni mentali che il soggetto tourettico si fa relativamente a un evento che lo colpisce emotivamente. Il serpente libidico dunque esce allo scoperto facendo assumere all'individuo delle posture somatiche a tratti bizzarre e pittoresche che alludono simbolicamente a dei contenuti importanti. Osservando con attenzione l'art-work di questo scritto, si può avere un'efficace rappresentazione grafica di ciò che intendo. Uso il termine "masturbazione mentale" e non quello più politically-correct di "rappresentazione mentale" in quanto è proprio questo che il tourettico fa. Tramite l'immagine interiore il tourettico attua una vera e propria masturbazione nei confronti dell'evento percepito nel tentativo di comprenderlo nella sua totalità. Per capirlo deve legare la libido ai contenuti dell'immagine e recitarne onanisticamente i vari aspetti all'interno di se stesso, solo in questo modo ha una reale comprensione di ciò che ha percepito, solo in questo modo la comprensione "viene". Inoltre la libido in eccesso porta il tourettico a una comprensione più profonda rispetto a quella di un "normale" in quanto, plasmandosi in modo del tutto automatico sulla natura dell'evento, introietta nel soggetto, indipendentemente dalla sua volontà, quei contenuti nascosti all'immediata percezione razionale. La finalità della libido è l'attaccamento e quando trova degli agganci esteriori che la eccitano si calamita su di essi liberandosi dal controllo volontario dell'Io. Quando il soggetto tourettico viene a contatto con uno specifico contenuto a grande gittata emotiva la pulsione sessuale viene eccitata e si manifesta attraverso il tic. Proviamo a immedesimarci in noi stessi e visualizziamoci mentre stiamo leggendo un libro o mentre guardiamo un film. Ogni volta che in entrambe le situazioni incontriamo dei contenuti di forte emotività cadiamo nella trappola del tic. Non vi vedete seduti sul divano con un libro aperto tra le mani, completamente dominati dalla scarica ticcosa? Forse anche in questo preciso istante, mentre state leggendo questo passaggio siete fortemente dominati da un'emotività che vi fa compiere quei gesti di cui vi vergognate tanto. E' evidente che c'è una stretta correlazione tra l'emotività e l'insorgere del tic. Tale emotività è la forza propulsiva che determina la comparsa del tic tramite la sollecitazione della pulsione sessuale che ne sta alla base.
Si lo so, sto lavorando parecchio di fantasia è che avendo appena finito di leggere "Il tic psicogeno come equivalente della masturbazione" di Wilhelm Reich mi sono fatto prendere un pò la mano. Non m'importa però di sfigurare nei confronti della "pubblica opinione". Scrivendo ho capito che riesco a fermare il vortice incontrollato di pensieri che mi aggredisce quando penso. Fissandoli "sulla carta" riesco a catturarli e rileggendoli posso pilotare e raffinare ulteriormente la mia meditazione nel tentativo di dargli un senso e avvicinarmi sempre più al "male originale". Che poi a ben vedere questi non sono pensieri, sono immagini interiori che si presentano alla coscienza e che alludono in modo simbolico a un qualcosa di più nascosto, che non è necessariamente inconscio, è piuttosto difficile da afferrare in quanto i dati della mia esperienza e della mia cultura non sono sufficienti per comprenderlo. Via via che scrivo scendo più in profondità, anche se al momento in cui scrivo la mia meditazione è già passata oltre. E' una pratica sfiancante devo ammetterlo. Riuscire a trattenere un pensiero senza farsi sedurre dalla quantità pressochè infinita di collegamenti a cui quel pensiero rimanda è particolarmente difficile. Però il mio modo di procedere ha una sua logica ben definita. Scrivo tutto ciò che mi passa per la mente e dopo una successiva rilettura cerco di perfezionare ciò che ho scritto per rendere il tutto più omogeneo e comprensibile. Finchè non arrivo a un punto di soddisfacimento che ben si sposa col mio ego scritturale, continuo in questa operazione. E questo vale soprattutto per quegli argomenti di matrice impopolare e sconveniente e che non sono presi in considerazione dalla letteratura specialistica contemporanea perchè ritenuti, a torto, antico retaggio di una conoscenza ormai superata. Rientra in questa logica selettiva anche l'analogia tic/masturbazione. Credo che ci siano degli importanti capisaldi concettuali nella meditazione psichiatrica e psicanalitica del passato che dovrebbero essere rivisti e attualizzati attraverso gli strumenti d'indagine moderni.
Ma lasciamo stare questa cosa del "rimuginio onanistico" chè a pensarci bene non è ancora concettualizzata in modo intelligibile all'interno della mia mente. Non lo cancello però, ormai la sintassi e il lessico sono così ben definiti "sulla carta" che mi scoccia anche un pochino dover riscrivere il tutto. E' anche una questione estetica io penso e forse anche un poco egoica, senza per questo voler scomodare Freud e il suo "narcisismo primario". Lasciamo tale scritto così come sta dunque, magari lo utilizziamo come specchietto per le allodole nel caso qualcuno passi di qui e leggendolo colga delle allusioni che gli facciano vibrare all'unisono le sue corde diaframmatiche. Non mi faccio illusioni comunque. Non posso però negare il fatto che, perlomeno a livello allegorico, il parallelismo "tic e masturbazione" è parecchio evocativo. Se riflettiamo a fondo su questa controversa faccenda non possiamo negarne la sua pertinenza e di conseguenza il suo diritto ad occupare un posto stabile nel mondo delle idee. Molte volte non ci rendiamo conto di certe dinamiche psicologiche che sottendono alla nostra vita in quanto completamente dimenticate o rimosse o insopportabili da tollerare da un punto di vista razionale. A fronte di tale questione qualcuno potrebbe dire "Ipotesi affascinante ma priva di un fondamento concreto" e liquidare il tutto con una alzata di spalle e un mezzo sorrisino tra l'ironico e il saccente. Ma le cose non stanno affatto così. Troppo comodo sopperire alla mancanza di conoscenza rifugiandosi dietro all'impraticabilità scientifica. Bisogna spingersi a fondo invece. Non si può liquidare un fatto che seduce la riflessione dell'essere umano solo perchè mancano gli strumenti per indagarlo concretamente. In questo modo freni la conoscenza e castri in partenza un'intuizione che potrebbe rivelarsi utile se comparata a ciò che già conosci. Bisogna dare spazio anche a queste spinte "poetiche", nel tentativo ti tirarci fuori qualcosa di commestibile. E' evidente che dietro alla consonanza tic/masturbazione si cela qualcosa di vero. E' innegabile a livello intuitivo che tale simmetria esiste, se ci si prendesse la briga di sondarne gli aspetti potrebbe portarci qualcosa di buono. Questo è il motivo per cui io esisto, almeno virtualmente e opportunamente mimetizzato all'interno di questa landa di bit.
L'autore tiene a precisare che lo scritto di cui sopra è frutto della sua strabordante fantasia che attinge deliberatamente dall'immagine interiore per raffigurare e cercare di spiegare determinate dinamiche relativamente alla Sindrome di Tourette. E' dunque evidente che tale scritto non ha alcun fondamento scientifico, nè si vuole porre come alternativa alla letteratura specialistica sull'argomento. L'autore dichiara inoltre che i commenti a questo scritto sono di esclusiva responsabilità degli utenti.
In copertina: Killing Joke - "Hosannas from the basements of hell". Art-work tratto dal dipinto del pittore surrealista russo Victor Safonkin intitolato "Inhuman rearing".
Aggiunto: May 1st 2008 Autore: Eddie Voto:      Hits: 401 Lingua: italian
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