Sindrome di Tourette

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Atto XII

[[Frequently Asked Questions]] Facciamo un gioco. Mi sono immaginato che un ipotetico e bastardissimo interlocutore mi ponesse un certo numero di domande relativamente a determinati concetti che ho supposto essere potenzialmente ricollegabili alla mia personalissima Sindrome di Tourette. Concetti di cui ho più volte sottolineato la loro matrice intima e che sono stati il frutto di un'indagine che ho personalmente condotto all'interno dei miei visceri nel tentativo di rendere più chiaro ciò che la scienza medica tendeva immancabilmente a complicare. Una sorta di revisione di tali postulati a forma di quiz, finalizzata a dare credibilità al sottoscritto e a una loro eventuale realizzazione futura. Tenete conto però che l'interlocutore oltre ad essere preparatissimo sull'argomento è anche un sadico figlio di puttana dotato di una visione introspettiva da occhio di lince. L'interlocutore lo chiameremo Ib e cioè "Interlocutore Bastardo". Il nostro amico farà di tutto per mettermi in buca con domande a lama di coltello che andranno soprattutto a colpire quei punti sui quali ho mostrato delle gravi lacune esegetiche. Sarà una battaglia senza esclusione di colpi, dove solo uno dei due contendenti potrà avere la meglio sull'altro. Tenetevi ben saldi dunque e che la "tenzone" abbia inizio.

Ib: buongiorno Eddie, come stai?

Eddie: abbastanza bene, a parte un dolore persistente alla caviglia che si è improvvisamente manifestato negli ultimi due mesi, direi che sto conducendo una vita sana, ascetica e totalmente immersa nella "Conoscenza".

Ib: immersa nella solitudine più cupa, vorrai dire.

Eddie: carino da parte tua sottolineare questo aspetto, cominciamo bene. Beh, devo dire a proposito della solitudine che si... la mia vita ha alternato momenti di allegra e spensierata compagnia ad altri di profonda solitudine. Che vuoi farci non posso certo determinare "in toto" il mio personalissimo destino. E poi ci terrei un attimino a sfatare questo "tabù della solitudine". E' chiaro che ci sono momenti nella vita in cui si è per forza di cose costretti a confrontarsi con determinati eventi che ti portano a ripiegare su te stesso. Personalmente io sono fatto così, quando il Male mi colpisce cerco di analizzarne le sfumature al fine di ricercarne un senso e da lì ripartire, con una consapevolezza più ampia e approfondita, alla ricerca di un ulteriore miglioramento esistenziale. Uso l'isolamento per rinnovare la mia condizione. E poi devo dire che, a essere onesti, la mia solitudine si basa su un fattore che oserei definire "bioritmico". Ci sono infatti dei momenti nella mia vita che, indipendentemente dagli eventi negativi che mi colpiscono, mi portano a isolarmi dal resto del mondo, quasi volessi verificare appositamente il mio vissuto nella calma e nella quiete della solitudine. Non ci sto male nella solitudine, anzi direi il contrario. Essa mi permette di entrare in contatto con le parti più ricettive di me stesso, un lusso questo che in mezzo alla gente e alla frenesia della vita moderna non mi posso assolutamente permettere.

Ib: "La tourette non è una malattia", sei d'accordo con questa affermazione?

Eddie: La tourette bisogna guardarla negli occhi per comprenderla. E ciò fa male, tanto male. La tourette non è un malessere o un disturbo passeggero o una bizzaria da prendere con leggerezza "tanto non è una malattia". La tourette "è" una malattia. E' un complesso di sintomi che indicano uno stato morboso, patologico, che crea una sofferenza diffusa a chi ne è affetto e tutto ciò che causa afflizione all'essere umano, secondo me, è da considerarsi "malattia". Se i sintomi fossero trascurabili e non andassero a incidere negativamente sul vissuto della persona allora si che potremmo definirla una semplice bizzarria, una stranezza, una curiosa e singolare stravaganza. Ma qui stiamo parlando di "dolore" signori, dolore psichico e insofferenza fisica. Un supplizio che si perpetua giorno dopo giorno e all'infinito e che ti aspetta al varco quando meno te l'aspetti, quando credi di esserne fuori e ti convinci che ormai il peggio è passato, che sei forte, che non hai più motivi per dubitare di te stesso, del tuo presente, di tutto quello che ti sei costruito con la forza delle tue convinzioni, delle tue passioni, delle tue idee. E' proprio qui che la tourette ti mostra la sua faccina compulsiva che ti rammenta maleficamente che tu non sei quello che vuoi far credere di essere... nel caso te ne fossi dimenticato o ti facessi troppi voli pindarici verso altezze che sai che prima o poi diventerranno baratri privi di luce e senza fondo. La tourette sa come sei fatto e non concede sconti.

Ib: Sei pessimista in tal senso.

Eddie: No, sono realista. Non puoi esorcizzare la negatività di una manifestazione cercando di addolcirne la terminologia. Questa operazione può tutt'al più servire a diminuire l'ansia di quelle persone che hanno quotidianamente a che fare con un soggetto tourettico, ma non al tourettico in questione. Ed è ingannevole perchè tende a sminuire la malattia stessa, provocando nel tourettico, soprattutto se gli inculchi tale mentalità da bambino, una sorta di sospensione dell'autocritica col rischio di portarlo a trovarsi impreparato di fronte a quegli eventi negativi della vita che prima o poi, stanne certo, lo colpiranno. Il risultato spiacevole che ne consegue sarà quello che il tourettico svilupperà la tendenza a non capire che certe dinamiche negative si verificano proprio in funzione della sua tourette. Non bisogna spaventarsi dalla parola "patologia". Ci sono diversi gradi di "patologia". Anche il mal di denti è una "patologia". Capisci dove voglio arrivare?

Ib: l'unica cosa che capisco è che trovo stupido che una persona si faccia delle domande e si risponda da solo. Non ci vedi un "delirio di onnipotenza" in questa autointervista?

Eddie: si, in effetti mi sento molto Emilio Fede, ma ti dirò... questa operazione è una sorta di catarsi per dare sfogo a quei contenuti interiori che mi ossessionano. In questo modo li esteriorizzo, prendendone le dovute distanze. E riesco ad analizzarli in modo sistematico in quanto sono fissati per sempre "sulla carta". Anche a distanza di giorni riesco a riprendere il ragionamento sul contenuto che mi interessa in quanto ancorato all'interno di questo sito. Col solo uso della mente questa operazione risulterebbe ardua in quanto i pensieri passano e a volte è difficile richiamarli o semplicemente ricordarsi di loro.

Ib: io ci vedo una "scissione della personalità".

Eddie: e vedi male, tutti gli esseri umani hanno questa vocina interiore che determina le loro azioni e crea i presupposti emotivi con cui vengono affrontate determinate situazioni. Una sorta di Super Io che ti mostra quotidianamente la parte più nascosta di te. La gente ha la tendenza ad occultare a se stessa e agli altri tale inequivocabile evidenza, in quanto mostrare le proprie vulnerabilità è un'operazione coraggiosa e estremamente costosa in termini di immagine sociale. Tutti sono tesi a rivelare al prossimo solo la loro parte migliore, facendo questo però si dà origine a una fitta trama di relazioni sociali che si fondano solo ed esclusivamente sulla menzogna. Poi è chiaro... "il galateo" è un fattore necessario allo sviluppo costruttivo dei rapporti umani, ma è quando ci si intestardisce a nascondere quegli aspetti incompatibili col sano sviluppo di tali rapporti, che si va a determinare un dinamismo inverosimile costellato da tutta una serie di percezioni distorte che, stanne certo, in futuro ti presenterà un conto salatissimo da pagare. Le persone sono stupide fino a un certo punto, prima o poi le menzogne vengono alla luce in tutta la loro paradossale e imbarazzante verità.

Ib: pensi dunque che le persone siano false?

Eddie: partendo dal presupposto che, a mio parere, non si può affrontare la vita con un atteggiamento "puro" (a parte poi che bisognerebbe definire in maniera più specifica tale "purezza") e che tutti noi siamo per forza di cose portati a "mascherarci" nei confronti del sociale per una questione di etichetta e di educazione, da un punto di vista dialettico (giusto per fare quattro chiacchiere informali, intendo) posso dire che esistono molte personalità "profondamente e patologicamente false" a questo mondo, soggetti che impossibilitati ad imporsi coi propri mezzi, dissimulano se stessi nel tentativo di essere accettati. Invece di farsi benvolere per quello che sono, hanno la tendenza a crearsi dei surrogati di personalità da mostrare nelle occasioni "mondane". Attenzione però, non lo fanno per una questione di bon ton, manifestano una personalità artificiale proprio per controbilanciare la frustrazione che deriva dalla percezione della loro debolezza intrinseca. I tourettici sono maestri in questo camaleontismo. Al minimo segnale di pericolo che allude a questo "doppio gioco" però scappano a nascondersi nel mutismo e nell'irreperibilità. Ne ho incontrati parecchi di soggetti così fragili, che andrebbero aiutati e guidati in un sincero confronto con la loro parte più oscura. Hanno paura però di questo confronto e la cosa triste è che per mancanza di coraggio nell'affrontare determinate verità interiori, lasciano nella merda i loro compagni di merenda, senza farsi il minimo scrupolo a rinnegare se stessi, le loro parole, le loro azioni in funzione della "convenienza" del momento. In più imputano ai loro compagni di gioco la responsabilità di quegli atti che sarebbero da ricercare invece nell'orbita della loro esclusiva soggettività. Ti sputtanano in poche parole e fanno la spia per liberarsi del loro personalissimo sudiciume. Il più delle volte comunque tali soggetti sono manovrati da una mente manipolatrice che conoscendo assai bene le loro debolezze li porta a contrapporsi a quelli che vengono considerati i nemici, i destabilizzatori dell'ordine vigente. Sarà la vita a fargli pagare il debito che hanno ingenuamente contratto verso se stessi. Matematico.

Ib: trovo che questa tua ultima affermazione abbia un retrogusto che si rifà a una sorta di concezione karmika della natura. Non hai paura che chi ti legge possa accusarti di fomentare un approccio esoterico o "new age" per ciò che concerne la questione "Sindrome di Tourette"?

Eddie: non mi frega del giudizio degli altri, se dessi retta a quello che gli altri pensano di me non avrei mai creato questo sito. Stà nell'onestà di chi mi legge cogliere quegli aspetti che possono essergli utili a far luce sulla sua intima verità. Per capire i "Frammenti" devi avere uno spirito sgombro da qualsivoglia pregiudizio e soprattutto devi essere dotato di una sensibilità notevole. Il resto sono solo "etichette" che si danno a un individuo che si impegna seriamente sulla questione, nel tentativo di sminuirne le capacità e farlo passare alla stregua di un buffone o di un ciarlatano senza legge e senza causa. Se le persone che mi leggono sono prive di spirito critico e si fanno condizionare da altri è un problema loro, non mio.

Ib: beh, sei sempre molto netto nelle tue risposte. Non ti sembra di essere un pò estremista e fanatico nei modi e nelle parole?

Eddie: Ecco, questa è un'altra leggenda che si è creata attorno alla mia figura. So per certo che sono molto invadente nelle mie "manifestazioni affettive" e il più delle volte ci vado giù pesante con le parole, ma da qui a dire che sono un'estremista o un fanatico ne deve scorrere di acqua sotto i ponti. Penso che chi pronuncia frasi di questo tipo, oltre a essere una persona irresponsabile, sia fondamentalmente pervaso da un'invidia nei miei confronti che non trova pace. Mi dispiace, ma non posso farci nulla. Dovrà convivere con tale sensazione o sperare nella mia morte fisica, tutt'al più.

Ib: ciò non toglie che sei un tipetto piuttosto presuntuoso e suscettibile.

Eddie: diciamo che sono una persona impulsiva che tendenzialmente tende a reagire alle provocazioni e che non si fa certo deprimere dalle difficoltà.

Ib: sei parecchio autodistruttivo a mio parere.

Eddie: la tourette è distruttiva, non io. O perlomeno la tourette mi porta ad avere tutta una serie di comportamenti che ledono la mia integrità psichica e la mia immagine sociale. C'è questa mia ricerca ossessiva che tende a scandagliare tutti gli aspetti della Verità nel tentativo di trovare un equilibrio, un compromesso a queste caratteristiche in antitesi. Il risultato è che molte volte la mia personalità ne viene soggiogata, colassando su se stessa e rovinando quei rapporti coltivati e mantenuti al prezzo di numerosi e faticosissimi sforzi. Questo avviene nei momenti di maggior stress emotivo dovuto a cause esterne che improvvisamente mi colpiscono, mi trovano impreparato e proprio per questo non riesco a gestire.

Ib: non trovi che sia una scusa questa?

Eddie: scusa di che? cosa dovrei cercare di nascondere secondo te? la verità è questa, punto.

Ib: cerchi di nascondere la tua indole invidiosa e manipolatrice delle nature e dei successi altrui.

Eddie: guarda io vorrei veramente avere questa capacità di manipolare le persone, credimi. Se mi venisse concesso questo dono credo sinceramente che non mi farei scrupoli ad usarlo. Purtroppo tale dono ce l'hanno altre persone, gli ultimi fatti relativamente alla mia vita lo hanno ampiamente dimostrato. Io sono solo un pistolone ingenuo che ripone totale fiducia nel prossimo con lo spiacevole risultato che il più delle volte ne viene scottato. Inoltre sono privo di ascendente sugli altri, non ho i requisiti di un vero leader, le persone infatti tendono ad abbandonarmi quando entrano in relazione intima con me. Come potrei dunque avere questa capacità manipolatrice che tu sostieni che io abbia?

Ib: in effetti è vero, ti trovo una natura profondamente disperata che sta cercando di arrampicarsi sugli specchi nel tentativo di rimediare al suo disastro esistenziale. Elencami una tua qualità, ammesso e non concesso che tu abbia delle qualità.

Eddie: la capacità di comprendere nella più intima essenza la natura degli altri, questa è una mia indiscutibile qualità. Molte volte faccio finta di non vederla perchè magari mi fa gioco sviluppare dei buoni rapporti con determinate persone. Alla lunga però questa mia cecità autoindotta viene da me pagata a caro prezzo.

Ib: e il tuo peggior difetto?

Eddie: la capacità di comprendere nella più intima essenza la natura degli altri, questo è un mio indiscutibile difetto. E' impossibile per me trattenermi dal vedere come stanno "essenzialmente" le cose, non posso farci nulla, è più forte di me. Il più delle volte per colpa della mia esuberanza rovino molti rapporti. Mi procura anche parecchie soddisfazioni però.

Ib: trovo la tua spiegazione della fimosi come causa generatrice dei tuoi tourettismi assolutamente ridicola e priva di qualsiasi riferimento a criteri di indagine razionale. Cosa mi puoi dire a tale proposito?

Eddie: posso dirti che hai ragione, in quanto la mia indagine sulla causa che ha dato origine alla mia personalissima Sindrome di Tourette è il frutto di una riflessione esclusivamente intuitiva, nel senso più autentico del termine. Sto cercando tramite questo sito di richiamare l'attenzione dei tourettici su questo ed altri fattori nel tentativo di trovare esperienze simili alle mie che possano fornirmi degli ulteriori spunti di riflessione. Tieni conto poi del fatto che niente di ciò che scrivo è strutturato nella sua forma definitiva. Ogni volta che rileggo un "Atto" la mia attenzione si fissa sempre su nuovi aspetti che si chiariscono e si ridefiniscono proprio rileggendoli e che creano tutta una serie di riverberi all'interno della mia coscienza che mi permettono di approfondire la tematica trattata. Aspetti a cui, a monte del ragionamento, non avevo dato seguito in quanto erano sfuggiti alla percezione del momento o, per meglio dire, non si erano ancora create quelle condizioni affinchè potesse avvenire una corretta percezione.

Ib: a tuo parere la causa che origina la Sindrome di Tourette è da imputare a una incapacità dell'organismo di convogliare correttamente l'energia o pulsione sessuale presente nell'organismo, giusto?

Eddie: riferendomi a me stesso e alla percezione che ho in relazione alla mia personalissima Sindrome di Tourette la risposta è si.

Ib: e come spieghi tutti quei fattori che innegabilmente fanno pensare ad altro e soprattutto che non ci sia una vera e propria causa?

Eddie: innanzitutto questo sito è solo all'inizio, va da sè che molti argomenti devono ancora essere trattati nello specifico. Inoltre se mi daranno la dimostrazione scientifica che la tourette sia la risultante di una molteplicità di cause o la manifestazione di una causa specifica che converge essenzialmente su un'incapacità funzionale del nostro cervello nel gestire determinate sollecitazioni interne ed esterne, allora forse smetterò di cercare. E poi parliamoci chiaro. E' evidente che la componente "sessuale" della vita umana è stata nuovamente insabbiata dal ritorno di un certo razionalismo "di facciata" che, avendo terrore di tutto ciò che esula dal suo contesto e che soprattutto può provocare dolore all'essere umano, si preoccupa di nascondere la testa sotto la sabbia nel tentativo di far finta di non vedere quello che è il fattore fondamentale della vita in tutte le sue manifestazioni. E' un comportamento naturale questo, che deriva dal nostro istinto di conservazione e benchè sia in qualche modo comprensibile, non è assolutamente scusabile. Penso che questa ondata di razionalismo sia nata per rassicurare l'opinione pubblica di fronte alle spallate dell'inconoscibile che quotidianamente ci percuote facendoci dubitare di parecchie certezze che si credono "completamente acquisite e ovvie" e che invece sono "acquisite e ovvie solo in parte". E' la paura che ci frena e di conseguenza schiacciamo tale paura attraverso le fitte maglie di un dogmatismo razionale che ci coccola e ci rinfranca da noi stessi. Cerchiamo di salvaguardare la nostra sicurezza (non a torto) senza renderci conto però che la conoscenza, la vera conoscenza, avviene attraverso un profondo atto di dolore che ci obbliga a mettere in gioco la nostra interezza, nel bene e nel male e con un ampio margine di rischio. E infatti assumiamo farmaci a non finire che ci esulano da compiere qualsivoglia sacrificio nei confronti di noi stessi. O tutt'al più ci ubriachiamo o ci droghiamo.

Ib: tornando alla questione "tourette come fattore determinante del pregiudizio e della discriminazione sociale", non credi che molti tourettici abbiano raggiunto ugualmente degli ottimi risultati nella vita?

Eddie: beh, sai... il fattore costituzionale ha un peso enorme. C'è chi nasce con un'ossatura forte e chi invece manifesta una palese mancanza di calcio. Tale diversità costituzionale determina le differenze tra i tourettici. Ci sono comunque dei punti fermi che li accomunano.

Ib: e quali sarebbero questi "punti fermi"?

Eddie: i tic e i vocalizzi sono presenti in tutti i tourettici, in misura maggiore o minore chiaro, ma se andiamo a leggere in profondità tale sintomatologia è facilmente riscontrabile, soprattutto per quanto riguarda i vocalizzi che il più delle volte sono trattenuti in contesti pubblici, anche perchè è più facile interiorizzarli e quindi esprimerli all'interno dell'organismo. Vi è poi la presenza del pensiero ossessivo-compulsivo, una questione strettamente connessa al tic, inteso in questo senso come una sorta di ritualizzazione apotropaica tendente a liberarsi da un pensiero che genera angoscia e che porta i tourettici a ripiegare entro se stessi e a rimuginare costantemente sul proprio vissuto, in modo ossessivo appunto. La collera è un altro fattore comune, con delle eccezioni che andrebbero indagate a fondo in quanto io credo che quello che uno mostra in superficie non corrisponde mai a quello che si agita in profondità e il più delle volte è mascherato sotto una dose eccessiva di cordialità e disponibilità verso il prossimo. L'iperattività e cioè la difficoltà a starsene fermi e calmi e tranquilli. La presenza invasiva di una molteplicità di pensieri che disturbano l'attenzione e la concentrazione del soggetto. Il fatto che in contesti "compromettenti" le manifestazioni sovracitate improvvisamente spariscono senza alcun sforzo da parte del tourettico. Questi mi sembrano i "punti fermi" principali, poi magari ce ne sono altri che al momento mi sfuggono. Inoltre è presente un'ampia costellazione di manifestazioni secondarie che derivano dalla tourette quali la frustrazione, il senso di colpa, la vergogna, l'imbarazzo, il rancore, il senso di inadeguatezza ecc.

Ib: come lo spieghi il singolare fenomeno relativo al fatto che in alcuni contesti che tu chiami "compromettenti" i tourettici cessano improvvisamente di fare tic o quant'altro?

Eddie: in effetti questo è un mistero a cui non si riesce a dare una spiegazione plausibile. Per comprendere tale indiscutibile fattore bisognerebbe innanzitutto capire la dinamica neurologica che lo sottende. Bisognerebbe avere gli strumenti per riprodurre artificialmente tale dinamica. La scienza dovrebbe iniziare a occuparsi di questo mistero. E' evidente che vengono chiamati in causa degli elementi in parte staccati dalla volontà del soggetto o perlomeno inconsci. Alla percezione di una situazione "compromettente" il tourettico viene automaticamente messo sul "chi va là", da chi o da che cosa non è chiaro al momento. Il soggetto comunque non è totalmente escluso da tale dinamica, ha una sua parte di responsabilità. Come ha una parte di responsabilità anche nella manifestazione ticcosa, che non è assolutamente involontaria. Capire qual'è il fattore che innesca tale comportamento difensivo è di vitale importanza per una comprensione più approfondita della Sindrome di Tourette. Se si riuscisse ad inquadrare tale fenomeno all'interno di un sistema coerente con la nostra percezione razionale si potrebbero improvvisamente aprire degli spiragli utili alla soluzione dell'enigma. Allo stato dell'arte si guarda altrove, purtroppo.

Ib: tu dici che il tic muta ma non si sposta, giusto?

Eddie: no, io dico che l'impulso che sta alla base del tic si sposta all'interno di un percorso pulsionale ben definito e il tic muta in quanto plasmandosi sull'evento percepito ne assorbe in sè le caratteristiche principali. Tale evento percepito ha una forte carica emotiva che innalza lo stato di tensione all'interno del tourettico, obbligandolo a scaricarsi per vie non propriamente razionali. In questo senso il tic potrebbe essere letto come l'estremo tentativo di razionalizzazione da parte del soggetto nei confronti di un evento che crea in lui un forte disagio emotivo. Il tourettico metabolizza una forte emotività attraverso un modus operandi del tutto inappropriato ma funzionale al ripristino di quei valori che rientrano nella soglia di tollerabilità della tensione all'interno dell'organismo.

Ib: è vero che i tic colpiscono solo la parte sinistra del tuo corpo?

Eddie: si, i miei tic li trovi prevalentemente a sinistra. Anche la tensione che fa da sfondo alla mia ticcosità la puoi ritrovare a sinistra. A destra c'è qualche incursione ticcosa che è prevalentemente il frutto di un'azione riflessa e compensatoria, tendente a creare una sorta di "pareggiamento", una democrazia simmetrica tra le due parti. Sembra che ci sia una specie di "memoria corporea" che riproduce fisicamente a sinistra le sensazioni che ho avuto in passato quando mi toccavo il punto chirurgico conseguente all'operazione di fimosi. Da un minuscolo epicentro, situato a sinistra, qual'era il "punto fimosi", la carica pulsionale si è spostata su tutta la parte sinistra del mio corpo.

Ib: sei in grado di darmi una descrizione dettagliata delle tue sensazioni interiori riguardanti la Sindrome di Tourette? Cosa succede secondo te all'interno del tuo organismo?

Eddie: innanzitutto sento una pulsazione che va e che viene e questo mi fa pensare che la tourette possa avere un suo ritmo specifico, che può essere definito come una sorta di "andirivieni". In questo momento ad esempio sento un impulso di origine ignota che va a costellare determinati ambiti della mia fisicità, in quest'altro momento tale impulso lo percepisco in maniera più attenuata, adesso è nuovamente presente in tutta la sua potenza, ora la sua intensità è più rarefatta rispetto a pochi secondi fa. E così via. Da trent'anni a questa parte. Questa pulsione crea una tensione corporea fastidiosissima e, da un punto di vista psichico, particolarmente irritante ed è proprio questa irritazione psicosomatica che in alcune situazioni ad alta intensità emotiva può innescare degli eccessi di collera. Inoltre tale impulso "altalenante" si lega anche al pensiero creando tutta una serie di risonanze mentali che si rincorrono e che rimbalzano all'interno del mio cranio sovrapponendosi l'un l'altra, un vero e proprio ping-pong cerebrale. Un pensiero specifico viene e si attenua, viene e si attenua, viene e si attenua e se non lo catturi in tempo rischi di perderlo per sempre o lo ritrovi sostituito da un altro che richiama il precedente per analogia. Anche il linguaggio viene coinvolto da questa "alternanza" pulsionale, quasi che rivestendo la parola di questo impulso distraente si ricerchi una sorta di compromesso al fine di attutirne l'invasività mentale. Canto una ninna nanna alla mia bambina capricciosa. Per calmarla, per cullarla, non so se riesco a spiegarmi. Ma questo escamotages non è sufficente. Di conseguenza vengono automaticamente coinvolti gli arti inferiori che, tramite la loro danza, il loro pestare, attuano una messa a terra della tensione. Questo movimento delle gambe diventa asincrono e disarmonico quando l'impulso si inserisce improvvisamente all'interno del mio moto ballerino. Anche da questo ho capito che alla base del tic esiste una pulsione. Il tourettico non riesce a tenere il tempo, il suo ritmo biologico è frammentato dalle costanti incursioni della pulsione, non c'è armonia nel suo vivere quotidiano. Comunque, se un tourettico dovesse mai provare ad alternare ritmicamente le gambe come se dovesse pestare su una doppia cassa di batteria si accorgerà facilmente che a un certo punto perderà il tempo e soprattutto potrà percepire la presenza di un impulso che va a invalidare il suo movimento. Per quanto mi riguarda, quando faccio questo pseudo-esperimento, la mia gamba destra smette di ballare, si ferma per una frazione di secondo e forse anche di più, rendendo il moto irregolare.

Ib: puoi essere un attimino più specifico per ciò che concerne la questione del linguaggio sovrariportata?

Eddie: il linguaggio e il pensiero sono da sempre strettamente correlati. La parola è l'espressione principale del nostro pensiero, questo è un principio innegabile e scientificamente dimostrato. Ora per quanto concerne la percezione della pulsione all'interno della mia mente posso dire che per attenuarne il fastidio che ne consegue uso il linguaggio. Trasferendo l'impulso dal pensiero al linguaggio libero in parte la mente da quel luna park di pensieri in eccesso che la confondono. Modulando la pulsione sul linguaggio ripulisco il cervello dai pensieri inutili, riuscendo a concentrarmi meglio sulle questioni più urgenti, che richiedono la mia immediata attenzione. Questa cosa avviene in maniera semi-automatica e il linguaggio non è necessariamente espresso a parole, può manifestarsi attraverso il respiro o tramite un sottile filo di voce, un afflato impercettibile all'orecchio di chi mi sta vicino. Il vocalizzo tourettico è un evidente tentativo di scarico della pulsione che trova soddisfazione attraverso la vibrazione delle corde vocali.

Ib: sempre convinto che dietro al tic ci sia una pulsione?

Eddie: assolutamente si e ti dirò di più... mi sorprende che nessun tourettico se ne sia ancora accorto.

Ib: forse questa è la dimostrazione pratica che le cose non sono come credi e che ti stai sbagliando.

Eddie: o forse questa è la dimostrazione pratica che i tourettici sono privi di contatto con se stessi e non sono capaci di entrare in sintonia col loro organismo.

Ib: beh, visto che sei così presuntuoso ti metto di fronte a un fatto compiuto. Questione ereditaria: come puoi far coincidere questo fattore con la tua personale visione eziologica della Sindrome di Tourette?

Eddie: prima di rispondere a questa domanda permettimi una piccola digressione. Negli ultimi tempi, da due anni a questa parte, ho incontrato di persona diversi tourettici. Credimi, li ho osservati attentamente, sono completamente ignari di loro stessi, totalmente calati nelle convinzioni e nei pregiudizi attuali e particolarmente attenti a non sfigurare di fronte alla comunità tourettica di riferimento. In sostanza sono del tutto finti e inconsapevoli di questa loro artificiosità. Cercano di compiacere e di compiacersi a vicenda, pur essendo facilmente identificabile una loro insicurezza di fondo che, proprio per questo motivo, li porta a legarsi a una causa che li dispensa dall'assumersi le proprie responsabilità. Tornando alla tua domanda posso dirti che l'ereditarietà è un fattore spesso riscontrabile ma non determinante nella Sindrome di Gilles de la Tourette. Ci sono persone che hanno una sorta di predisposizione ereditaria alla sindrome che, al verificarsi di certe condizioni, può dar luogo alla sua attuazione. La sola disposizione ereditaria però non spiega la Sindrome di Tourette, a parte quei casi in cui è dimostrabile un'effettiva trasmissione tra consanguinei. Ci sono tourettici infatti che hanno ereditato la sindrome da un loro genitore o parente e questo, a mio parere, è un chiaro segnale dell'influenza che tale malattia può avere anche sulla genetica dell'individuo. Per quanto ne so, non ho parenti nel mio albero genealogico che sono stati affetti da Sindrome di Tourette, se proprio devo trovarne uno che presenti dei tratti tourettici non posso esimermi dal pensare a mia madre. Più che dei veri e propri tourettismi però, mia madre ha degli atteggiamenti caratteriali che, osservandoli attentamente, possono far pensare alla Sindrome di Tourette: una sensibilità enorme, una modalità di pensiero che si avvicina parecchio al pensiero ossessivo-compulsivo, l'attitudine ad esprimere con parole e con una gestualità mimica i pensieri, soprattutto in quei frangenti in cui è occupata a sbrigare le faccende domestiche, più di una volta l'ho colta in fallo e l'ho potuta osservare in queste sue peculiari manifestazioni. Inoltre da bambina mia madre è stata sonnambula e parlava spesso coi muri.

Ib: no dai, parlava coi muri? ma che dici?

Eddie: beh, che c'è di tanto strano? tu non hai mai parlato da solo?

Ib: si, mi sono trovato spesso a parlare da solo, ma che c'entra questo col parlare coi muri?

Eddie: c'entra eccome!!! Dal momento che lei si annoiava a parlare solo con se stessa, un bel giorno si mise a parlare anche con i muri. Forse cercava compagnia e la cosa la faceva sentire meno sola, non credi?

Ib: si, vabbè... però poteva benissimo trovarsi delle amiche o dei compagni, scusa... non vedo perchè uno che si sente solo deve improvvisamente mettersi a parlare con i muri.

Eddie: senti non so che farci, fattelo dire da lei se non ci credi. Tra l'altro a me sta storia me l'ha raccontata mia nonna, fonte affidabilissima al tempo per tutto ciò che riguardava il gossip famigliare.

Ib: che mi dici del disturbo ossessivo-compulsivo? come lo inserisci all'interno del tuo impianto teorico?

Eddie: il disturbo ossessivo-compulsivo è presente in me, come è presente in tutti i tourettici. I tic in questo senso sono una sorta di compulsione rituale che cerca di scacciare la tensione legata a un pensiero intrusivo derivante dalla percezione di una situazione a forte impatto emotivo che solitamente genera angoscia. Anche i vocalizzi hanno la stessa funzione. A mio parere il disturbo ossessivo-compulsivo è indotto dalla pulsione che contribuisce ad amplificare l'emotività associata a un evento esterno o interno di grande importanza per l'individuo.

Ib: e come riallacci questo ragionamento alla "questione fimosi"?

Eddie: è proprio la pulsione staccata dalla sua naturale valvola di sfogo che contribuisce a creare una sorta di ipersensibilizzazione dell'apparato percettivo e propriocettivo nell'organismo tourettico. In quelle situazioni costellate per es. da una forte negatività l'angoscia comunemente sperimentata dall'individuo "normale" acquista nel soggetto tourettico un carattere abnorme, che lo porta a sperimentare degli stati emotivi intollerabili, da cui non si riesce a liberare. Questa angoscia viene attenuata attraverso l'abreazione ticcosa. Un tourettico non solo è angosciato è "enormemente angosciato". In funzione di una pulsione fuori controllo l'organismo tourettico è iper-ricettivo. I pensieri diventano ossessivi in quanto la pulsione li riporta costantemente al vaglio dell'attenzione dell'individuo. L'ossessività deriva proprio da questa ritmica pulsionale e dallo stato emotivo associato alla percezione di un evento angosciante. La compulsione è invece una difesa dell'individuo tourettico che mira a scaricare la tensione derivante da questa percezione. Non ti nascondo comunque che questo è un aspetto della sindrome che ha bisogno di un ulteriore riflessione e approfondimento da parte mia.

Ib: quindi secondo te la compulsione è una sorta di escamotages ritualistico che il soggetto adotta per debellare determinati pensieri intrusivi e angoscianti, giusto?

Eddie: non secondo me, secondo il "Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders" noto più comunemente con la sigla abbreviata di DSM-IV. Inoltre è una cosa perlomeno curiosa che il rituale che il tourettico addotta per scacciare le ossessioni venga definito "com-pulsione", non trovi? A parte questo comunque, l'interpretazione comune che si dà al tic e anche al disturbo ossessivo-compulsivo è in parte errata o perlomeno non tiene conto di un fattore che ho spesso ravvisato in me. Il tic infatti non si manifesta solamente nella percezione di situazioni angoscianti. Anche nella felicità o nel divertimento il tic viene alla luce. Anche nella percezione di situazioni positive la pulsione che sta alla base della dinamica ticcosa viene eccitata. E questo vale anche per il disturbo ossessivo-compulsivo. Il DSM-IV non credo che tenga conto di questo aspetto.

Ib: com'è il tuo rapporto con le donne?

Eddie: eheh, mi aspettavo questa domanda.

Ib: bene... allora rispondi, no?

Eddie: durante il corso della mia vita le donne mi hanno progressivamente deluso in quanto più aumentava il numero di relazioni, più mi rendevo conto della loro superficialità congenita. Il loro modo di amare mi crea non pochi imbarazzi. Tutto il loro interesse verso un uomo è dovuto solo ed esclusivamente al potere che quest'uomo detiene e non all'uomo in sè e per sè. Non c'è niente di scandaloso in questa mia affermazione, è un fattore naturale, basta osservare gli animali nei loro comportamenti amorosi per rendersi conto di questa innegabile evidenza. Per il resto, tutto ciò che si dice dell'amore, sono solo sovrastrutture per nobilitare un istinto altrimenti troppo discriminante. Inoltre, per una sorta di pudore psicologico, nutro forti sospetti nei confronti di chi parla sempre d'amore, in quanto ritengo che l'amore si debba manifestare soprattutto nei fatti e non nelle parole. Per questo sono single. Al momento non avrei la forza di assoggettarmi alle richieste di una donna, c'è già mia madre a ricoprire questo ruolo e ciò basta e avanza. La donna va continuamente conquistata, giorno dopo giorno e io non nè ho il tempo materiale, nè la voglia. Per come la vedo oggi il mio interesse per il gentil sesso è teso a soddisfare solo ed esclusivamente un fattore sessuale. Dopo aver conquistato una sana scopata, non ho voglia di imbrigliare l'attimo fuggente nella retorica del "fino a che morte non ci separi", la trovo una cosa presuntuosa e alquanto illiberale. Non mi manca l'affetto. Credo che questo affetto alla lunga instauri un rapporto di interdipendenza che se non è armonizzato correttamente tra le due parti può portare solo problemi. Spesso ci si stanca voglio dire e si creano quelle idiosincrasie derivanti da una vicinanza che con lo scorrere del tempo soffoca il rapporto. Bruciata la passione, nella maggioranza dei casi le persone continuano a stare insieme perchè hanno paura della solitudine o per ottenere il consenso nei confronti del sociale o in quanto terrorizzati da quelle mancanze affettive che derivano da una condizione di "singletudine". L'amore è un'altra cosa, si accende e brucia in un attimo e non lo puoi intrappolare per sempre all'interno di una convivenza di facciata. Oh, poi magari domani mi sposo eh?

Ib: hai per caso paura delle donne?

Eddie: beh, anche se nessun uomo avrà mai il coraggio di ammetterlo, per quanto mi riguarda le donne mi spaventano e non poco. Forse questo è anche il motivo principale per cui ne subisco fortemente il fascino. Rischio e mistero e puro godimento. Una Trinità Santa e Carnale che mi intriga parecchio. Diciamo che, oggi come oggi, oltrepassato l’imbocco vaginale mi fermo opportunamente alla soglia dell’utero, stando bene attento a non scivolarci dentro e a ripiegare in una repentina ritirata semmai la succhiasangue non si accontentasse di soddisfare i suoi ardori. A ben guardare questa cosa non mi fa onore, ma la mia esperienza in tal senso parla da sé. E’ di gran lunga preferibile essere bastardi ma psichicamente ed economicamente sani, piuttosto che andarsi a impelagare nell’ennesimo calvario esistenziale. Lo voglio dire pubblicamente per gli apprendisti Casanova, soprattutto se tourettici: date retta allo zio Eddie, i "machi" o i bulli in questo caso non esistono, le donne vi tritano come e quando vogliono e se non siete lesti a levare le tende, vi troverete in lacrime a mendicare la vostra dignità perduta.

Ib: eh, che esagerato!!

Eddie: no, no… esagerato un cazzo!! Fuor di metafora posso dirti che la mia personalissima assassina mi uccise all’età di 16 anni. Dopo subii altre violenze e maltrattamenti vari a cui oggi ho fatto sufficientemente il callo… ma per arrivare alla consapevolezza e all’imperturbabilità odierna in fatto di donne ho dovuto affrontare un percorso veramente duro. Il primo amore infatti mi ha lasciato una cicatrice indelebile, un dolore che mi ha portato a indietreggiare spaventato nei confronti della vita e a cercare di capire dove avevo sbagliato (non avevo affatto sbagliato, era lei che era stronza). Da qui, attenuatasi la sofferenza amorosa che mi procurò una vera e propria perdita d’identità, iniziai con le menate filosofiche sui perché e i percome della vita, per arrivare inevitabilmente alla scoperta del tic nervoso come causa principale del mio mancato adattamento al sociale. Mai come in questo caso il mitologema biblico del “peccato originale” può dirsi esatto.

Ib: non capisco...

Eddie: non so se ne sei al corrente ma si mormora che fu Eva a cogliere il frutto proibito per farlo assaporare a quell’allocco di Adamo. E' per colpa della donna se sono stato costretto ad assaggiare l’amaro frutto dell’Albero della Conoscenza per capire cosa non andava in me. Tale ripiegamento interiore mi ha fatto uscire da quello stato di ignorante beatitudine in cui stavo prima di innamorarmi. Non è forse questo un Paradiso Perduto? Tramite l’amore tradito ho subito la mia personalissima cacciata dall’Eden, ho acquisito coscienza di me stesso attraverso il dolore che tale presa di coscienza comporta. La Bibbia a volte è incredibilmente illuminante, lo dico da non credente.

Ib: allora dovresti essere grato alla donna per questo, non trovi?

Eddie: dovrei esserne grato? ma che dici?

Ib: non è forse per merito della donna che oggi hai più consapevolezza di te, delle situazioni che ti circondano?

Eddie: Ib, posso dirti una cosa senza che tu ti offenda?

Ib certo, dimmi pure.

Eddie: ma vaffanculo, va!!!

Ib: parlami del "complesso edipico" di freudiana memoria.

Eddie: il "complesso di Edipo" è il fondamento su cui poggia la teoria psicanalitica ufficiale. Trattasi della dinamica conflittuale che si innesca tra genitori e figli dello stesso sesso finalizzata al raggiungimento della leadership sessuale nei confronti del genitore di sesso opposto. A essere sincero questi tratti smaccatamente sessuali che si danno a tale complesso non li ravviso in me, ma forse è un problema di memoria in quanto non so fino a che punto un soggetto riesca a ricordare un principio che in teoria si dovrebbe verificare attorno al terzo anno di età. Comunque tale concetto, benchè Freud tenda a collocarlo nella preistoria infantile, lo puoi trovare anche in un'età più avanzata, in quanto si percepisce sempre, nel rapporto tra padre e figlio o tra madre e figlia, una sorta di conflittualità non dichiarata, tendente a conquistare il primato affettivo nei confronti della madre o del padre. Letto in chiave freudiana tale principio si lega in maniera consequenziale al "tabù dell'incesto". Il desiderio sessuale di un figlio nei confronti del genitore del sesso opposto obbliga a riflettere, in maniera del tutto naturale e automatica, sulla componente incestuosa del complesso edipico. Benchè non posso risalire, per problemi mnemonici, alle radici storiche del mio personalissimo "edipo", è perlomeno scientificamente dimostrabile che la razza umana è fondata su un'incesto. Questa è la dimostrazione pratica che la psicoanalisi allude sempre a qualcosa di più nascosto. Se ci si prendesse la briga di approfondire senza fermarsi alle apparenze si potrebbe arrivare a delle rivelazioni importanti e concretamente dimostrabili. A parte questo comunque, trovo "il complesso edipico" una benemerita stronzata, ma ripeto, forse sono io che non ne ho coscienza.

Ib: in che senso la razza umana è fondata sull'incesto?

Eddie: prendiamo nuovamente come metro di misura il mitologema biblico. Dio crea Adamo ed Eva. Adamo ed Eva si accoppiano e creano Caino e Abele. Si lo so, Caino uccise Abele ma questo non serve e non va inficiare in alcun modo la mia riflessione. Con chi si accoppiano questi due per generare figli? Con la madre, con Eva. Poniamo per assurdo e stravolgendo la Bibbia che Eva avesse generato anche una figlia o più figlie... il risultato è sempre lo stesso. La razza umana si è generata tramite un incesto. E' innegabile, la stessa Bibbia lo attesta, benchè in modo del tutto inconsapevole. Ad ogni modo è questo il motivo per cui si usa dire che "al mondo siamo tutti fratelli", punto e basta. Se ti vogliono far credere che "siamo tutti fratelli" perchè "siamo tutti rinati in Cristo"... beh, non pensarci su due volte e mandali tranquillamente a prenderlo in quel posto senza avere il terrore che qualche fulmine o maledizione ti colpisca tra capo e collo, fidati... ;))))

Ib: si ok molto divertente Eddie, penso che comunque tu ti stia sbagliando... la Bibbia non è un testo affidabile per dimostrare scientificamente la genesi incestuosa della razza umana.

Eddie: bene, allora lasciamo stare la metafora biblica e veniamo a un esempio più pratico. Immagina il primo uomo e la prima donna, perchè ci devono essere stati per forza di cose "un primo uomo" e "una prima donna", non sei d'accordo? Che siano stati omuncoli o mezze scimmie o tirannosauri, un inizio della razza umana in questi termini è ipotizzabile, no? "Il primo uomo" e "la prima donna" scopano e generano un figlio (maschio o femmina non ha importanza), con chi si accoppia questo figlio? Col genitore del sesso opposto. Matematico. L'incesto è il fondamento su cui si genera la razza umana. L'incesto è un tabù solo culturale. Il mio cane infatti scopa tranquillamente con sua sorella senza farsi troppi problemi o sensi di colpa in questo senso, credimi.

Ib: ma perchè invece di farti tutti questi viaggi mentali non ti sposi e fai dei figli? Perchè non metti la testa a posto, voglio dire?

Eddie: innanzitutto fare dei figli e soprattutto mantenerli richiede uno sforzo economico che io non posso permettermi. Inoltre per procreare ci vuole una donna. Mettermi con una donna per "fare dei figli" al fine di darmi un tono all'interno di questa società e poter finalmente dire "ok, sono un uomo arrivato, ora posso dire di aver esaudito i miei desideri" non fa per me, anche perchè sposarmi e fare dei figli non sono assolutamente miei desideri. Sono il condizionamento di una mentalità fortemente matriarcale che ti fa sentire inadeguato se non ti conformi alle logiche "illogiche" della collettività e che, di fatto, non contempla alcuna forma di comprensione e sussistenza nei confronti di chi assume stili di vita diversi. Sei isolato e ti guardano come se avessi la peste. Se proprio devo fare un figlio lo voglio fare con una donna che amo e che soprattutto mi ami. Ma questo è un problema che riguarda me e soprattutto riguarda il modo con cui le donne mi percepiscono. Approfondiremo in un'altra occasione, promesso.

Ib: cosa intendi quando parli di "mentalità matriarcale"?

Eddie: la donna ha un'azienda in mezzo alle gambe che fattura più di qualsiasi altra azienda sulla faccia della terra, la donna comanda nell'ombra e influenza in modo pressochè totale le dinamiche che agiscono all'interno del tessuto sociale. Ecco cosa intendo per "mentalità matriarcale". Le donne lamentano il fatto di essere calate dentro un contesto sociale che non dà spazio alle loro esigenze, di essere imprigionate all’interno di una società patriarcale. Queste sono sciocchezze, capricci che solo la furbizia femminile è in grado di trasformare in validi argomenti di discussione, in quanto la "zerbinite costituzionale" del maschio è facilmente addomesticabile. La civiltà musulmana è patriarcale, non la nostra. Ad alcune donne occidentali consiglierei caldamente un lungo soggiorno all’interno di una comunità araba a loro scelta, vedrai come la finiranno in fretta di dire certe stronzate.

Ib: credi in Dio, Eddie?

Eddie: uuuuh... argomento delicatissimo questo, che può dar luogo a tutta una serie di interpretazioni spurie che andrebbero certamente a complicare una questione già di per sè molto complessa. Non posso credere a un'entità di cui non ho mai fatto esperienza, sarei uno sciocco o un ignorante. Trovo che credere ciecamente e senza nessuna prova oggettiva che confermi la sostanziale veridicità di un'ipotesi sia un comportamento alquanto infantile e primitivo e soprattutto squalificante per l'essere umano. Non escludo però che a priori ci possa essere una sorta di "principio metafisico" che ha determinato la creazione dell'universo. Non lo posso escludere, ma non lo posso nemmeno dimostrare. Attraverso le letture di autori che hanno sviluppato, per quanto possibile, una seria riflessione sull'argomento mi sono potuto fare una vaga idea sulla natura del fenomeno. Allo stato dell'arte però, tale idea non posso considerarla definitiva, nè la mia riflessione mutuata da tali letture mi ha convinto dell'esistenza di Dio. Solo quando morirò saprò e anche in questo caso non ne ho assolutamente la certezza matematica. A parte questo, permettimi di dire a titolo gratuito e strettamente personale che trovo estremamente disgustoso il cerimoniale superstizioso e idolatra con cui la Chiesa quotidianamente si traveste per rendere omaggio al suo Dio. I gesti, i suoni, le parole, gli abiti, gli atteggiamenti liturgici che i fedeli adottano nei confronti del Dio dei cristiani mi trasmette una sensazione di artificiosità e incongruenza rispetto al messaggio originale che il Cristo ha lasciato ai posteri. Per contro trovo ingenuo che i cosidetti "atei" tendano a identificare la Chiesa con il concetto di Dio, tale accostamento lo trovo assolutamente irrilevante e teso tutt'al più a sottolineare le continue ingerenze della Chiesa all'interno della vita sociale e politica degli esseri umani. A mio parere non c'è niente di più lontano da Dio di una Chiesa lontana da Dio. La meditazione sul "principio divino" è un fatto privato e nessuna setta religiosa, Chiesa compresa, può venirmi a dire quale sia l'atteggiamento corretto per relazionarmi con tale principio.

Ib: torniamo sulla terra Eddie, ti rendi conto che chi legge questa autointervista può capire che sei succube di determinate ossessioni relative a degli eventi che ti hanno ferito?

Eddie: assolutamente si.

Ib: e non hai paura di mostrare le tue debolezze?

Eddie: no...

Ib: sei stato tu a cambiare la definizione su Wikipedia relativamente alla Sindrome di Tourette?

Eddie: no...

Ib: bene, abbiamo concluso Eddie, vuoi dire qualcosa di particolare?

Eddie: no...

Ib: vuoi salutare qualcuno?

Eddie: no...

Ib: alla prossima, allora...

Eddie: no...


L'autore tiene a precisare che lo scritto di cui sopra è frutto della sua strabordante fantasia che attinge deliberatamente dall'immagine interiore per raffigurare e cercare di spiegare determinate dinamiche relativamente alla Sindrome di Tourette. E' dunque evidente che tale scritto non ha alcun fondamento scientifico, nè si vuole porre come alternativa alla letteratura specialistica sull'argomento. L'autore dichiara inoltre che i commenti a questo scritto sono di esclusiva responsabilità degli utenti.

In copertina: Anonimo - "Maschere".




Aggiunto: May 2nd 2008
Autore: Eddie
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Lingua: italian

  

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