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Eccitazione Sessuale

Eccitazione sessuale e sistema nervoso autonomo
di Wilhelm Reich

L'eccitazione genitale e il piacere dell'attesa sessuale generano nel cuore e nel sistema vasomotorio gli stessi fenomeni che genera l'affetto d'angoscia. Questo è un dato importante per capire il rapporto tra libido e angoscia. Se consideriamo i fenomeni vasomotori in condizione di eccitazione sessuale, vediamo che predominano soprattutto le palpitazioni e il senso di calore nel corpo, a cui sono strettamente connessi il senso del piacere dell'attesa e quello dell'angoscia dell'attesa. Le palpitazioni si intensificano sia quando ci si rappresenta un pericolo incombente che quando ci si aspetta un piacere sessuale. Entrambi si manifestano con la stessa sensazione particolare al cuore. E' come se la rappresentazione intensa di una situazione, all'interno della quale il sistema nervoso vegetativo ha un ruolo importante, stimolasse il vago e il simpatico a una funzione di prova. L'osservazione precisa di questo processo, che spesso si può azionare a piacere mediante la rappresentazione, dimostra che l'accelerazione del polso è preceduta da dilatazione cardiaca di brevissima durata. Inoltre vediamo che il sistema vasovegetativo svolge le funzioni automatiche più importanti negli atti sessuali preparatori, come la vasodilatazione durante l'erezione, la secrezione delle ghiandole di Bartolini nella donna e la generale irrorazione sanguigna del genitale. Si può ora affermare che nel piacere dell'attesa (come nell'angoscia dell'attesa) l'eccitazione sessuale afferra soprattutto il sistema cardiaco per via dell'innervazione vegetativa, ma successivamente, poichè non trova ostacoli, si sposta sul sistema organico genitale liberando quindi il sistema cardiaco.

L'accelerazione del polso durante l'atto sessuale è solo in parte espressione dell'eccitazione del sistema vegetativo, mentre per la maggior parte è determinata dall'azione motoria. Ora qual'è la sorte dell'eccitazione sessuale che all'inizio si ripercuote prevalentemente nell'ambito del sistema vasovegetativo? All'inizio dell'atto sessuale l'eccitazione si concentra sempre più sull'apparato genitale, da cui è percepita come sensazione di piacere aumentando fino all'acme. Possiamo quindi affermare che durante l'atto sessuale l'eccitazione si trasferisce sempre più dal sistema nervoso vegetativo a quello sensorio e infine, a partire dal momento dell'acme, s'impadronisce anche del sistema nervoso motorio e della muscolatura. Questo passaggio significa la distensione del sistema nervoso vegetativo e la fine dell'eccitazione sessuale nel sistema sensomotorio. Il passaggio dal sistema sensorio a quello motorio e l'estinzione graduale dell'eccitazione in tutto il corpo sono vissuti come soddisfacimento.

Questa descrizione è confortata da alcuni cambiamenti fenomenologicamente percepibili che intervengono nel sistema nervoso prima, durante e dopo il coito. Essenzialmente essa coincide con la rappresentazione fatta da Muller della fisiologia dell'orgasmo. Secondo Muller l'eccitazione sessuale si propaga dalla muscolatura liscia dei genitali (vie spermatiche e prostata) ai muscoli striati, in particolare bulbo-cavernosi e ischio-cavernosi, ai muscoli pelvici inferiori e ai muscoli estensori delle gambe (come è stato dimostrato da esperimenti fatti su un cane). Muller sostiene inoltre che "quando si verifica l'orgasmo, l'eccitazione si propaga dalla muscolatura liscia dei genitali a tutto il resto del sistema nervoso vegetativo". Anche questo conferma la nostra opinione secondo cui l'orgasmo consiste in un cambiamento di concentrazione dell'eccitazione nel sistema vegetativo. Di conseguenza bisogna differenziare le fasi seguenti:

1) Accumulazione di energia sessuale nel sistema vegetativo senza tensione;

2) Concentrazione automatica o volontaria dell'energia vegetativa nei genitali (tensione sessuale e       fenomeni vasomotori);

3) Passaggio progressivo al sistema sensorio (piacere preliminare);

4) Passaggio al sistema motorio (ascesa all'acme e fine del piacere);

5) L'energia torna a fluire nel sistema vegetativo, le condizioni sono quelle della fase 1: i genitali e       l'apparato sensoriale si distendono, i muscoli si rilassano;

Definiamo l'orgasmo come il processo descritto ai numeri 4 e 5. Come si è detto, la soddisfazione è tanto più completa (1) quanto più l'energia sessuale è concentrata nei genitali e (2) quanto più completamente, ossia indisturbatamente, l'eccitazione rifluisce nel sistema vegetativo.

Ora comprendiamo meglio su cosa si fonda la nevrosi d'angoscia di Freud: se l'eccitazione sessuale, a causa di qualche inibizione, vieta il passaggio al sistema nervoso sensomotorio e al genitale, l'eccitazione rimane in tensione nel sistema vegetativo e provoca tutti quei fenomeni che conraddistinguono la nevrosi vasomotoria. Questo avviene senz'altro nell'astinenza totale causata da inibizioni psichiche, quando non funziona neppure la sensibilità genitale, e nell'eccitazione frustrata, quando c'è solo il passaggio al sistema nervoso sensoriale, ma non quello più importante al sistema motorio.

Secondo la mia esperienza, nei casi di coitus interruptus si riscontrano più frequentemente sintomi di nevrastenia che non di nevrosi d'angoscia. Questo si spiega col fatto che nel coiptus interruptus la scarica nel sistema motorio ha luogo, ma il corso dell'eccitazione è fortemente disturbato dall'interruzione dell'atto, dimodochè da una parte l'eccitazione genitale irrisolta di natura di natura sensibile provoca i fenomeni tipici della nevrastenia, dall'altra una somma più o meno grande d'eccitazione sessuale rimane nel sistema nervoso vegetativo e si ripercuote in parte nel sistema cardiaco, in parte nei disturbi di altri organi a innervazione autonoma (ad esempio l'intestino). Quindi dall'eziologia della nevrosi d'angoscia a quella della nevrastenia ci sono passaggi che non permettono una netta separazione. Si può solo affermare genericamente che la nevrastenia acuta si manifesta tanto più, quanto più è disturbato il corso dell'eccitazione sulla via dell'allentamento motorio; quanto prima si disturba l'eccitazione durante il corso, cioè quanto meno si scarica il sistema nervoso vegetativo, tanto più si intensificano i sintomi della nevrosi vasomotoria e dell'angoscia attuale. In tutte le nevrosi bisogna fare i conti con un carico maggiore o minore del sistema neurovegetativo ("nervosismo").

Nella sua prima pubblicazione sulla nevrosi d'angoscia Freud si basò sul fatto reale "che in tutta una serie di casi la nevrosi d'angoscia va di pari passo con la diminuzione inequivocabile della libido sessuale, del piacere psichico", e concluse che "il meccanismo della nevrosi d'angoscia" si doveva "cercare nella deviazione dell'eccitazione sessuale somatica dal fattore psichico e in un uso abnorme, così prodotto, di questa eccitazione". Questa "deviazione dal fattore psichico" può realizzarsi soltanto mediante una rimozione della percezione delle sensazioni genitali; dal punto di vista somatico non significa altro che il trattenimento del passaggio dal sistema vasovegetativo a quello motorio; per cui è chiaro che la coscienza ha un ruolo importante. Secondo Freud, la coscienza domina l'accesso alla motilità. Il rendersi consci dell'eccitazione sessuale, cioè della partecipazione psichica della libido, che si esprime come desiderio sessuale, è un presupposto necessario perchè gli organi sessuali si sensibilizzino; il che corrisponde già a un passaggio parziale nel sensorio (sensazione di piacere), e in effetti nelle analisi notiamo che l'angoscia aumenta non appena anche la percezione dell'eccitazione genitale è rimossa, e si allenta quando questa percezione è tollerata. Se non arriva a un soddisfacimento di tipo orgastico-motorio anche quando l'eccitazione sessuale non è ostacolata da sintomi psiconevrotici, di solito si crea di nuovo un blocco della sensibilità genitale e si instaura l'angoscia unitamente ai fenomeni vasomotori. E' chiaro che questa angoscia non è più soltanto angoscia da stasi, ma acquisisce anche il significato di angoscia dell'Io di fronte ai propri bisogni sessuali. Ma assieme al livello della non-percezione (rimozione) dell'eccitazione sessuale, diminuisce anche la sensibilità del genitale e aumenta invece il ristagno dell'eccitazione nel sistema nervoso autonomo.

Il soddisfacimento sessuale nell'orgasmo significa non soltanto una conversione di eccitazione nervosa ma, fatto fondamentale per tutto l'organismo, un rinnovamento fisiochimico delle altre funzioni vegetative. Qui la chimica fisiologica si trova dinanzi a una mole di lavoro ricco di speranze. Cito soltanto il fiorire fisico della donna sessualmente soddisfatta e il suo opposto, lo sfiorire fisico precoce della tanto derisa "vecchia zitella", che di solito ha la stessa età della sua più felice compagna. La stessa cosa vale per l'uomo. Anche la stessa "clorosi" della ragazza dopo la pubertà potrebbe far parte di questo fenomeno. Inoltre è sorprendente come l'anamnesi di tutte le donne che soffrono di disturbi gravi del climaterio faccia emergere un matrimonio infelice e una frigidità di lunga data, un'astinenza di anni dovuta a vedovanza o un'astinenza genitale totale dovuta al fatto di essere rimasta nubile, mentre le donne che vivono matrimoni felici e che non hanno avuto stasi della libido in genere superano il climaterio senza disturbi particolari.


In copertina: Gehenesis - "Corpos Mentis".

Aggiunto: May 22nd 2008
Autore: Wilhelm Reich
Voto:
Hits: 822
Lingua: italian

  

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